L’Oblò

Nessun sito è un’isola

Oblò

Un sito internet, quando non si ponga semplicemente come spazio ludico o commerciale, è sempre il nodo di una rete, il punto in cui due sentieri si incontrano e ripartono. E, d’altronde, il web è per sua stessa definizione «rete» e «ragnatela», insieme di strade e di incroci, occasione di scambio altrimenti impensata e proprio per questo molto più feconda di quelle previste e programmate. Un sito, come sa chiunque abbia mai digitato un «www» su una qualche tastiera, è soprattutto un insieme di legami che creano un racconto, una trama (il world wide web delle malefiche tre «w» è la «vasta trama del mondo», secondo una traduzione che ho letto chissà dove in chissà quale sito – appunto); ogni link è lo scarto narrativo che da un punto ci conduce ad un altro imprevedibile punto, grazie al quale possiamo forse capire qualcosa di più anche del punto da cui eravamo partiti. Un sito è quindi la possibilità che ciò, qualche volta, accada.
È per questo che ho ritenuto che l’idea di aprire uno spazio di diversa humanitas entro un sito specialistico come quello dell’Atbv fosse un’idea feconda: perché se un sito non si apre alla rete che lo ospita perde gran parte delle sue stesse potenzialità di sito web. E finisce, forse, per mancare di prospettive nuove, di strade e di sentieri possibili. Di tutto ciò, insomma, che con parola di assai ampio e indefinibile significato ci ostiniamo a chiamarecultura.
Ma proprio perché ci ostiniamo a ritenerla non solo importante ma addirittura vitale, credo che sia possibile dare spazio, anche in luogo di specialisti come questo, a voci altre, a incontri nuovi, a incroci e legami di senso (i link) che in qualche modo arricchiscano l’esperienza di chiunque si affacci sulle pagine dell’Atbv. Mettersi davvero in rete quindi, aprire un piccolo oblò in direzione della cultura che sul web sta nascendo; per capire meglio e di più quello che la vasta trama del mondo ci racconta ma anche (è ovvio) per cominciare a essere parte di quella stessa trama, per farsi «nodo» della ragnatela, spazio chiuso che si apre pensando di potere essere, nel suo modo peculiare, cultura.
Da questo spazio quindi partiremo nei prossimi giorni, sperando che i legami siano fecondi e che gli orizzonti che da questo nostro oblò sapremo intravvedere siano lontani e suggestivi. Questo proveremo a fare; sapendo che il tentare è la misura più autentica del fare cultura; come ha detto qualcuno, da qualche parte, sul web.
A cura di Davide Profumo
Davide P.
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