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imbecilli come chi

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C’è una vecchia storiella che racconta di un giudice, molto saggio e di grande intelligenza, di fronte al quale si presentano due litiganti per dirimere la loro questione. Il giudice ascolta il primo, poi riflette e commenta: «Hai ragione». Poi ascolta anche l’altro litigante, torna a riflettere e conclude: «Hai ragione». Allora suo figlio, un bambino nemmeno adolescente che stava giocando nella stanza accanto e aveva ascoltato tutto, alza la testa e rivolgendosi al padre protesta: «Ma non possono avere ragione tutti e due allo stesso tempo». E il saggio giudice, sempre più saggio: «Hai ragione anche tu».

 

Questa breve storia, apparentemente incomprensibile, è la cosa più bella e utile che ho letto sul web in questi ultimi giorni. E l’ho letta entro un articolo bello e utile anche lui, giustamente impegnativo, che tiene insieme molte cose (forse pure troppe, se mi è concesso un commento appena appena meno elogiativo…) per parlare dell’imbecillità della gente da cui ci sentiamo costantemente circondati, ogni giorno di più, sia che sia parli di elezioni negli Stati Uniti sia che si parli di omeopatia o altre amenissime cose del genere.

 

L’articolo è utile e interessante perché arriva lentamente a disvelare questa imbecillità che ci circonda, come se fosse l’assassino di un romanzo giallo (e come se i detective fossero filosofi e studiosi dell’ultimo secolo) e ce la fa sentire molto più vicina di quello che credevamo. E per esempio passa anche attraverso queste considerazioni:

 

Assistiamo infatti a una preoccupante montata di fastidio della gente – che si trasfigura in accolita di rancorosi – contro i competenti, contro i tecnici, contro gli scienziati “ufficiali”, contro gli esperti. … Ecco, l’odio contro le élite di cui si è molto scritto si sta trasformando nell’odio per le competenze… E se volessimo elencare gli esemplari italioti presenti nell’agone politico che hanno qualche problema con l’istruzione e la cultura non basterebbe tutto questo giornale. Ma è importante non commettere un errore: pensare che la gente che alimenta questo tipo di demagogia del sapere sia costituita da minorati ignoranti e poco istruiti. Se c’è un dato incontrovertibile è quello che riguarda il livello di istruzione in Occidente, sempre più alto. Quindi non è vero che la gente che si polarizza sul web, che ha un’opinione su tutto, che pretende di eliminare la complessità del reale con semplicistiche analisi da bar sport sia soltanto composta da individui ignoranti e poco istruiti. Anzi, come hanno dimostrato alcune recenti ricerche, più una persona è istruita su un singolo e specifico argomento, più pensa di saperla lunga su tutto. Si tratta dell’evoluzione digitale del famoso effetto Dunning-Kruger, ovvero la distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti tendono a sopravvalutarsi.

 

Insomma, se avete letto fino a qui, be’, avete capito che gli imbecilli di cui abbiamo fin dall’inizio parlato non abitano proprio lontanissimo da noi. E magari ci è anche capitato di incontrarli dentro casa nostra, distrattamente, mentre alzavamo lo sguardo sopra il lavandino del bagno e c’era lì uno di loro, in un pezzo di vetro, che ci fissava stanco e un po’ inebetito, stravolto dalla giornata di lavoro e di commerci con il genere dei suoi simili, stanchi e inebetiti anche loro… Ma non voglio togliervi il piacere banale di arrivare alla fine dell’articolo per scoprire da soli chi sia in definitiva l’assassino, come se davvero si trattasse di un giallo, come se noi fossimo soltanto i lettori, come se i detective esistessero davvero.

 

E mi tengo piuttosto lo spazio di poche altre righe per dirvi che ecco, per esempio, questo a me pare un fulgidissimo esempio di imbecillità. Trattare i libri come se fossero pentole e raccontare che, in questo modo, si fa cultura, si fa scuola, si fa educazione. Le poche essenziali righe con cui lo ha raccontato Maurizio Codogno sul suo blog mi esimono da ulteriori commenti, per fortuna mia.

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Davide Profumo
Davide Profumo
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2 Comments

  1. Stefania S. ha detto:

    Curiosa la circolare del dirigente, tanto da pensare che si sia un po’ confuso (mi riferisco alla sollecitazione ‘a pagamento’ alla presentazione del libro di Saviano). Comunque ce n’è tanti di ignoranti in circolazione che lo studio dell’agnotologia (vedi La lettura di ieri) prima o poi sostituirà quello dell’antologia. Che tempi, profesur…

    • Davide Profumo Davide Profumo ha detto:

      Gentile Stefania, i tempi sono miserevoli davvero. Però, le confesso, in 23 anni di inutile carriera scolastica ho visto molte richieste come quella formulata nella circolare. Tanto da farmi pensare che non si tratti di confusione (e nemmeno di dolo) ma di superficialità. Che è parola che fa rima con tante altre, tra cui, appunto, quella che era il nostro tema di oggi.

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