i ritagli di novembre

Ogni giorno, perlustrando il web alla ricerca di qualcosa che possa essere interessante per l’Oblò, mi segno alcuni articoli, alcuni spunti, che forse mi saranno utili. Ma non tutti poi, in realtà, mi vengono davvero utili: alcuni restano sospesi, inutilizzati, senza una storia che li tenga insieme. E però sono articoli o spunti molto belli, forse anche più che belli, senz’altro interessanti. Per questo, dopo averne lasciati indietro già un po’ troppi, ho deciso che alla fine di ogni mese, finché mi sopporterete, pubblicherò rapidamente questi «ritagli», quasi senza commento, al solo scopo di non dimenticarli; nella speranza che incontrino il favore di almeno qualcuno di voi, e che quindi non vadano inutilmente persi. Che magari poi succede, come spesso per i pranzi e le cene vere e importanti: che gli avanzi del giorno dopo sono quasi più buoni dei piatti del giorno prima.

 

Della libertà di cura e del non curarsi un tumore fino ai limiti dell’autolesionismo: un post e uno screenshot per voi medici.

 

Vent’anni dopo: di alcune rapide idee su cosa siano Belgrado e la Serbia due decenni dopo gli accordi di Dayton.

 

Di uno splendido paradosso letterario e matematico: la mappa dell’Impero.

 

Dell’insopportabile sogno adolescenziale di Walter Veltroni di cui non riusciamo a non dirci prigionieri.

 

Del perché, quattordici anni dopo, possiamo con certezza dire che la Fallaci aveva torto.

 

Della rivoluzione del desiderio secondo Michel Houellebecq.

 

Dell’emergenza sicurezza in Italia: che non è nemmeno un’emergenza semplicemente perché non c’è.

 

Dei compiti a casa e della loro funzione e dei tempi dell’apprendimento di ognuno di noi: alcune considerazioni di base.

 

Del lavoro dell’intellettuale, della sua marginalità, dei nuovi compiti che pure la rete internet sembra lasciargli.

 

Di dieci leggende pseudoscientifiche che magari ritenete vere (alcune, ehm, in effetti, anch’io, ehm, ve lo confesso…)

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Davide P.
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