A cura di Antonella Potenza

Tarantini G, Nai Fovino L, Tellaroli P, Chieffo A, Barioli A, Menozzi A et al. Optimal duration of dual antiplatelet therapy after second-generation drug-eluting stent implantation in patients with diabetes: The SECURITY (Second-Generation Drug-Eluting Stent Implantation Followed By Six- Versus Twelve-Month Dual Antiplatelet Therapy)-diabetes substudy. International Journal of Cardiology 207 (2016) 168–176.

La durata della doppia antiaggregazione piastrinica (DAPT) è dibattuta nella pratica clinica, nonostante le Linee Guida ESC sulla rivascolarizzazione miocardica raccomandino una durata della DAPT di almeno 6 mesi dopo impianto di stent di II generazione.

Nello studio multicentrico randomizzato SECURITY (Second-Generation Drug-Eluting Stent Implantation Followed by Six- Versus Twelve-Month Dual Antiplatelet Therapy), in cui sono stati arruolati pazienti con angina stabile e instabile trattati con impianto di DES di II generazione, il trattamento per 6 mesi è risultato non inferiore al trattamento prolungato per 12 mesi per incidenza di eventi clinici avversi (compresi eventi ischemici ed emorragici). Poiché il diabete mellito (DM) è un predittore indipendente di eventi avversi, l’obiettivo del sottostudio è stato di valutare il rischio ischemico ed emorragico tra i 2 gruppi di trattamento (DAPT per 6 mesi vs 12 mesi) nei pazienti diabetici (n=429, 31%) arruolati nello studio SECURITY.

L’end-point primario è un composito di morte cardiaca, infarto miocardico, stroke, trombosi di stent (ST-definita o probabile), sanguinamento BARC (Bleeding Academic Research Consortium) tipo 3 o 5 a 12 mesi. L’end-point secondario è un composito di morte cardiaca, infarto miocardico, stroke, ST (probabile o definita) o sanguinamento BARC tipo 2, 3 o 5 a 24 mesi.

Non è emersa nessuna differenza statisticamente significativa in termini di end-point primario (3.9% vs 5.4%, p=0.83) ed end-point secondario (5.4% vs 7.6%, p=0.620) tra i due gruppi di trattamento.

L’incidenza di trombosi dello stent è risultata più bassa, indipendentemente dalla durata della DAPT, a 12 mesi (0.5% vs. 0.4%; p = 0.804) e a 12-24 mesi di follow-up. All’analisi multivariata, il sesso femminile (HR: 3.42; 95% CI 1.32–8.85; p = 0.011 and HR 2.28; 95% CI 1.09–4.75; p = 0.027) e il diabete insulino-dipendente (HR: 2.62; 95% CI 1.15–6.75; p = 0.004 and HR: 2.23; 95% CI 1.09–6.33; p = 0.003) sono risultati predittori indipendenti di end-point primario e secondario. Inoltre, i pazienti diabetici insulino-dipendenti hanno un maggiore tasso di eventi a 24 mesi, indipendentemente dalla durata della DAPT.

Nei pazienti diabetici trattati con DES di II generazione, non è emerso nessun beneficio in termini di eventi ischemico-emorragici nel prolungare la durata della doppia terapia antiaggregante oltre i 6 mesi, indipendentemente dalla condizione di “insulino-resistenza”.

POTENZA Durata ottimale della DAPT F1POTENZA Durata ottimale della DAPT F2

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Antonella Potenza
Dirigente Medico I livello. Cardiologia Interventistica IRCCS-ASMN Reggio Emilia

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