Dispnea e farmaci antiaggreganti piastrinici

Marco Cattaneo, Donatella Pavanello
Medicina 3, Ospedale San Paolo
Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Milano – Milan, Italy.

 

Gli studi che hanno confrontato il ticagrerol, un inibitore reversibile del P2Y12, con l’inibitore irreversibile clopidogrel, hanno evidenziato una maggiore incidenza di dispnea nei pazienti in terapia con ticagrerol piuttosto che in quelli in terapia con clopidogrel. Poiché in questi pazienti la dispnea non è associata ad acidosi, a disfunzione polmonare o cardiaca, è verosimile che nella sua patogenesi siano coinvolte alterazioni nei meccanismi e nelle vie fisiologiche di produzione della sensazione di dispnea. É stato ipotizzato che, nei pazienti trattati con ticagrelor, la sensazione di dispnea sia innescata dall’adenosina, la cui clearance è ridotta dal ticagrelor stesso con conseguente aumento della sua concentrazione ematica. Tuttavia il dipiridamolo, un inibitore molto più potente della clearance dell’adenosina,non causa dispnea. Abbiamo ipotizzato che l’inibizione del P2Y12nei neuroni sensitivi aumenti la sensazione di dispnea, particolarmente quando siano impiegati inibitori reversibili. Abbiamo basato la nostra ipotesi sulle seguenti considerazioni: 1) il cangrelor e l’elinogrel, che, come il ticagrerol, sono inibitori reversibili di  P2Y12, sono associati ad una maggiore incidenza di dispnea; 2) è biologicamente plausibile che l’inibizione di  P2Y12a livello dei neuroni sensitivi aumenti la sensazione di dispnea; 3) a livello delle piastrine (che non hanno nucleo), l’inibizione di  P2Y12da parte del clopidogrel è permanente, nonostante il farmaco venga assunto in monosomministrazione e abbia una breve emivita plasmatica; 4) a livello neuronale l’inibizione del  P2Y12da parte del clopidogrel potrebbe essere temporanea e transitoria, perchè i neuroni possiedono un nucleo e possono quindi rimpiazzare i recettori inibiti con recettori di nuova sintesi; 5) l’inibizione di  P2Y12a livello neuronaleda parte degli inibitori reversibili è invece permanente, perchéla loro concentrazione plasmatica è  mantenuta costantemente elevata tramite somministrazioni ripetute con lo scopo di assicurare una inibizione permanente del  P2Y12 piastrinico.

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