A cura di Antonella Potenza

Gulati G, Heck SL, Hoffman P, et al. Prevention of cardiac dysfunction during adjuvant breast cancer therapy (PRADA): primary results of a randomized, 2 x 2 factorial, placebo-controlled, double-blind clinical trial. Abstract 2015-LBCT-20236-AHA

I ricercatori dello studio PRADA hanno voluto dimostrare se il blocco «neuro-ormonale» fosse in grado di prevenire la disfunzione cardiaca nelle pazienti che ricevono un trattamento adiuvante contenente antracicline, con o senza trastuzumab e radioterapia, per carcinoma mammario in fase iniziale.

Lo studio PRADA è un trial clinico monocentrico, randomizzato, controllato, in doppio cieco, in cui sono state arruolate 120 pazienti con «early breast cancer». Le pazienti sono state randomizzate a terapia con candesartan (a partire da un dosaggio di 8 mg titolato fino alla dose target di 32 mg/die) vs placebo o terapia con metoprololo (a partire da un dosaggio di 25 mg titolato fino alla dose target di 100 mg/die) vs placebo, dopo chirurgia senologica, ma prima dell’inizio della terapia con antracicline.

L’end point primario era il cambiamento della frazione di eiezione ventricolare sinistra (valutata mediante RMN cardiaca) rispetto al basale al termine del trattamento adiuvante. La durata della terapia adiuvante variava da 10 a 64 settimane, a seconda che la paziente venisse sottoposta anche a trattamento con trastuzumab, taxani e/o radioterapia.

La riduzione della frazione di eiezione ventricolare sinistra, valutata attraverso RMC cardiaca, era del 2,6% nel gruppo placebo e dello 0,6% nel gruppo candesartan (p=0.021); tale differenza, statisticamente significativa, non si riscontrava nel gruppo metoprololo che, a differenza del candesartan, non ha mostrato alcun beneficio nella prevenzione della riduzione della frazione di eiezione ventricolare sinistra.

POTENZA cardioprotezione F1

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Antonella Potenza
Dirigente Medico I livello. Cardiologia Interventistica IRCCS-ASMN Reggio Emilia

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