Astenersi

Oggi Giovanni Fontana ha scritto un bel post sul motivo per cui alle elezioni (a qualunque tipo di elezioni) ci si può anche astenere, senza che la nostra astensione si configuri come un attentato alla democrazia o un male irrazionalmente mortale. È un punto di vista molto interessante (per me senz’altro condivisibile), che esordisce così:

 

  • Io non sono un grande astensionista, ho votato quasi sempre, e voterò anche a queste elezioni; però ho sempre trovato fastidioso l’atteggiamento assiomatico con il quale, a ogni elezione, c’è chi fa proclami – spesso aggressivi, quasi insultanti – contro le persone che decidono di astenersi. Colpisce la mancanza di argomenti di chi sostiene la necessità di votare sempre: chi argomenta qualcosa di diverso non riceve una risposta alle proprie posizioni, ma la reiterazione dell’assioma iniziale (e così mi aspetto che le obiezioni a questo post conterranno argomenti a cui viene risposto già nel testo: scommettiamo?), segno che “bisogna votare sempre” è solamente una massima insegnataci da bambini.

 

Vale la pena di leggerlo, non perché qui si abbia voglia di parlare di politica o di elezioni (giammai), ma perché «cultura» è non di rado saper riflettere sulle verità che a noi paiono indiscutibili e che magari invece, a volte, sono luoghi comuni o semplicemente opinioni.

 

E poi, già che siete arrivati fino a qui, se siete milanesi potete anche fare quattro passi fino a Piazza San Fedele, dove oggi alle 12 è iniziata una lettura-maratona dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni, che finirà domani. È una bella idea: io abito lontano e non riesco a venire. Voi portate il mio saluto, se ci andate.

Davide P.
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