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Aspirina in prevenzione primaria nei pazienti diabetici

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A cura di Marta F. Brancati

Saito Y, Okada S, Ogawa H, et al. Low-Dose Aspirin for Primary Prevention of Cardiovascular Events in Patients With Type 2 Diabetes Mellitus. 10-Year Follow-Up of a Randomized Controlled Trial. Circulation 2017; 135:659-670.
 

I dati sull’uso dell’aspirina in prevenzione primaria nei pazienti diabetici sono sostanzialmente non conclusivi.

Questo trial giapponese (JPAD) ha indagato la materia randomizzando pazienti con diabete mellito tipo II, senza precedenti cardiovascolari, ad aspirina 100 mg/die vs no aspirina. L’arruolamento è terminato nel 2008 e i pazienti sono stati seguiti fino al 2015. Gli endpoint di efficacia erano gli eventi avversi cardiovascolari (morte, infarto, stroke, vasculopatia periferica), quelli di sicurezza gli eventi emorragici. Il follow-up medio è stato di 10 anni, e 1600 pazienti sono stati seguiti fino alla fine dello studio.

Ebbene, l’aspirina a bassa dose non riduceva gli eventi cardiovascolari (hazard ratio, 1.14; intervallo di confidenza 95% 0.91–1.42). Anche l’analisi multivariata (che ha incluso età, sesso, controllo glicemico, ipertensione, fumo, insufficienza renale, dislipidemia) non ha dimostrato nessun predittore di efficacia dell’aspirina in prevenzione primaria (hazard ratio, 1.04; 95% confidence interval, 0.83–1.30). Gli eventi emorragici gastrointestinali erano più frequenti nei pazienti trattati con aspirina (2% vs 0.9%, p=0.03), sebbene pochi numericamente. Nessuna differenza è stata osservata in termini di stroke emorragico.

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Marta F. Brancati
Marta F. Brancati
Dirigente medico I livello, Dipartimento Cardiovascolare della Fondazione Poliambulanza, US di emodinamica

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